Una foresta vetusta
È veramente sorprendente il fatto che la foresta di Valva, in alcune sue parti, presenti oggi molti degli aspetti che caratterizzano le “foreste vetuste”, sarebbe a dire le foreste europee che più si avvicinano ai caratteri di una foresta primaria: una foresta cioè che non è mai stata interessata da attività umane intensive né dalla conversione agricola. Secondo le linee guida del Ministero per la transizione ecologica, le “foreste vetuste” sono quelle in cui il disturbo antropico è assente o trascurabile. Esse sono caratterizzate da una dinamica naturale che determina la presenza, al loro interno, di tutte le fasi di rigenerazione, compresa quella senescente. Tale fase è caratterizzata da individui di notevoli dimensioni ed età; presenza di legno morto (alberi morti in piedi, rami e alberi caduti a terra); una flora coerente con il contesto biogeografico, caratterizzata dalla presenza di specie altamente specializzate che beneficiano del basso grado di disturbo e di specie legate ai microhabitat determinati dall’eterogeneità strutturale. Tutte cose che, nella foresta di Valva, piuttosto inaspettatamente, si verificano.