I giardini all’italiana
Colpisce visitando il Parco, la perfetta complementarità tra la disciplina geometrica dei giardini all’italiana – Il Giardino di Diana, prossimo all’ingresso, il giardino murato che circonda il Castello, l’Emiciclo della Bellezza, il Teatrino di verzura – e il mistero del bosco alto che li circonda: una cortina, una quinta solenne, che rende lo spazio del giardino un ambiente raccolto, protetto, prezioso, segreto. Contribuiscono grandemente all’effetto complessivo il disegno semplice ma elegante delle siepi di bosso, tipiche della tradizione secolare del giardino all’italiana, e la suggestiva presenza delle statue neoclassiche di dee e ninfe che abitano il bosco, lo popolano, facendolo vibrare di suoni e relazioni inaspettate.
È uno dei gioielli del Parco. Se i teatri di verzura sono un elemento tipico e ricorrente dei giardini all’italiana, quello del Parco di Villa d’Ayala Valva ha aspetti particolari di grazie e originalità, un’atmosfera magica, dovuta oltre che alla cortina maestosa del bosco, alla presenza di un pubblico singolare: una trentina di busti marmorei distribuiti nella platea elegantemente ornata dalle siepi di bosso, che assiste imperturbabile allo spettacolo perenne della natura e del succedersi delle stagioni.
L’Emiciclo della Bellezza è un altro luogo d’incanto all’interno del Parco di Villa d’Ayala Valva. Il disegno del luogo è di una sobria semplicità: l’arco con le belle statue di soggetto mitologico, con al centro il gruppo delle Tre Grazie dello scultore Donatello Gabrieli, e davanti il prato. Alle spalle, la foresta alta di conifere monumentali, tra le quali, sulla sinistra, un esemplare stupendo di cedro del Libano. Un numero ridotto di elementi di pregio, forestali, artistici, compositivi si combinano a formare un luogo di una classicità ed eleganza assolute.