1504
15

La dimensione nascosta

C’è un motivo nascosto per il quale la foresta di Valva è così imponente e vigorosa, che riguarda la parte dell’ecosistema che non vediamo, che non ricade sotto i nostri sensi: il suolo. I suoli su cui si sviluppano i boschi del Parco di Villa d’Ayala sono estremamente profondi e fertili, capaci di soddisfare le esigenze di espansione radicale, ancoraggio, assorbimento idrico e nutrizione minerale, tutto ciò di cui un albero ha bisogno per crescere pienamente. Tuttavia, non si tratta di una situazione omogenea, ma di un mosaico di suoli diversi. Alcuni suoli ereditano più direttamente le proprietà del substrato pedogenetico, ovvero la roccia madre da cui si originano, come avviene nel caso dei suoli derivati da materiali marnosi. Questi presentano una tessitura moderatamente fine, orizzonti profondi ricchi di argilla e orizzonti superficiali ben strutturati, con un elevato contenuto di sostanza organica umificata.

Ci sono poi nel territorio del Parco suoli che sono letteralmente piovuti dal cielo. Si tratta dei suoli che si sono originati a partire dalle coperture di ceneri vulcaniche, che hanno ricoperto come un mantello, nei millenni, i rilievi dell’Appennino calcareo, Monte Marzano compreso. Sono suoli profondi, ben drenati, con elevata porosità e sofficità, una fertilità molto elevata, sotto il profilo chimico, fisico e biologico, e una particolare capacità di accumulare la sostanza organica umificata. Si tratta di un vero e proprio tesoro ecologico, che è però estremamente vulnerabile: se non ben protetti dalla copertura vegetale, questi suoli soffici sono altamente suscettibili all’erosione, soprattutto in situazioni in cui le acque di scorrimento superficiale non vengono adeguatamente regimate.

C’è una terza tipologia di suoli, le cui caratteristiche sono determinate dalla particolare posizione morfologica del territorio del Parco, nella fascia pedemontana delle conoidi e dei depositi detritici a minore pendenza, alle falde del Monte Marzano. In queste aree ai piedi della montagna, tendono a depositarsi i materiali di suolo pedogenizzati e quindi già molto fertili, che le acque di ruscellamento erodono e portano via dalle parti più alte dei versanti. Si formano in questo modo suoli profondi, con un profilo molto omogeneo, inscurito dalle sostanze umiche fino a un metro di profondità ed oltre. Questi suoli di accumulo, ricchi in materiali vulcanici ridepositati, sono anch’essi straordinariamente fertili.

1501 La dimensione nascosta dell'ecosistema
1502
1503 Gli antichi suoli su marne
1504
1505 I suoli vulcanici del parco
1506 Le terre nere ricche in humus
left-arrow Scheda precedente Scheda successiva right-arrow